LOCALITA’ DI PARTENZA: Fontana nei pressi S.P.4

LOCALITA’ DI ARRIVO: La Dispensa

LUNGHEZZA: 3200 m circa

TIPOLOGIA: Percorso A/R (Parziale sovrapposizione e collegamento con il sentiero 940 A)

TIPO DI PERCORSO: Sentiero evidente

QUOTA MINIMA:  m 643 slm

QUOTA MASSIMA:  m 675 slm

DISLIVELLO: 32 m

TEMPO DI PERCORRENZA: 1,5 h. circa

PERIODO: Tutto l’anno

SEGNALETICA: Presente

DIFFICOLTA’: E

 

Punto di partenza: Bosco Magnano

Si lascia l’auto subito dopo il tornante della strada provinciale, in corrispondenza della fontana, e si scende alla confluenza del Torrente Peschiera nel Frido dalla stradella appena al disotto della provinciale. Un leggero tratto in salita aggira la parte più accidentata del percorso. Si continua poi fino ad una ampia radura erbosa ai margini del torrente (il Lavaturo), la si oltrepassa fino ad iserirsi in una pista forestale. Si segue la pista sulla sinistra per circa 1 Km fino ad una leggera salita che conduce a due casette in legno in località La Dispensa adibite a piccolo museo con una piccola area picnic.

Il percorso non presenta dislivelli eccessivi e difficoltà di passaggio.

Sul percorso, prima di arrivare alla località La Dispensa sono da vedere le marmitte d’erosione nel letto del Torrente Peschiera chiamate “Le Marmitte degli Elfi” ed un maestoso cerro detto il “Patriarca”, segnalato da una tabella.

Il percorso può poi continuare verso lo Scivolo d’Acqua sul sentiero 940 A e quindi tornare indietro di nuovo verso il sentiero 940.

 

L’ambiente di Bosco Magnano in prossimità del Torrente Peschiera è caratterizzato  da un Cerreta in cui dominano alberi ad alto fusto, Occasionalmente compaiono tra i cerri, nelle stazioni a microclima più umido e suolo più profondo, la rara Rovere meridionale, con la sottospecie propria del sud Italia, l’Acero di Lobel endemico dell’Appennino meridionale, l’Agrifoglio, alberello a portamento cespuglioso tipico del sottobosco di cerro/faggio, il nocciolo e i caratteristici carpini, con la corteccia chiara e i tronchi piuttosto contorti.

In questo tratto di foresta è presente il raro Scoiattolo meridionale, specie endemica presente solo in Calabria e in una piccola parte della Basilicata. A quanto noto il Bosco Magnano rappresenta il limite settentrionale di distribuzione di questo mammifero, che si differenzia dalle altre specie di Scoiattoli per avere dimensioni leggermente superiori e livrea quasi completamente nera invece che rossa. Non è difficile osservarlo mentre si esibisce in acrobatiche evoluzioni tra i rami alti degli alberi di maggiori dimensioni. Durante le prime ore del mattino e al crepuscolo non è difficile in questo sito udire il canto lugubre dell’Allocco, un rapace notturno di medie dimensioni vero signore della foresta. E’ un predatore formidabile che grazie all’udito finissimo riesce a localizzare le prede al suolo anche nell’oscurità totale. Le penne rivestite da un sottile strato di lanugine rendono il volo silenziosissimo, garantendo l’effetto sorpresa.

L’ambiente a ridosso del torrente è estremamente suggestivo, con imponenti alberi che si specchiano nelle limpide acque, chiudendosi a formare delle foreste a galleria sul torrente, sul cui corso filtra solo luce diffusa, mantenendo costantemente un microclima fresco e umido. Qui troviamo specie adattate all’elevata umidità del suolo e dell’atmosfera come salici e pioppi ed il frassino meridionale. E’ presente anche il Farfaraccio, una composita erbacea con foglie reniformi di eccezionale grandezza.

Lungo questo torrente è stata più volte documentata la presenza della Lontra. Questo raro mammifero è ormai quasi del tutto estinto in Italia con popolazioni residue in Basilicata, Cilento e poche altre zone della Puglia e della Calabria. E’ un mammifero molto elusivo, ma la sua presenza può essere rivelata dalle inconfondibili tracce.

Lungo il sentiero che segue il corso del Torrente Peschiera è possibile incontrare il Merlo acquaiolo. Questo piccolo e silenzioso uccello si è talmente adattato alla vita lungo i corsi d’acqua che ha imparato a camminare sul fondo dei torrenti per nutrirsi degli invertebrati che trova sul fondo. Può restare immerso per molto tempo prima di riemergere e posarsi su un sasso lungo la corrente. Può essere visto scrutando con attenzione i massi e le pietre lungo il corso d’acqua, dove ha l’abitudine di sostare tra un tuffo e l’altro.

Il Torrente Peschiera è anche frequentato da alcuni anfibi di eccezionale interesse, come la Salamandrina dagli occhiali e L’Ululone appenninico. La Salamandrina è di colore marrone scuro con due macchie gialle sulle orbite oculari, mentre il ventre bianco è solcato da vivaci reticolature rosse. L’Ululone appenninico è invece un piccolo rospetto lungo appena 3-4 cm caratterizzato dalla vivace colorazione giallo viva del ventre che contrasta nettamente con il dorso di un sobrio grigio-marrone. In entrambe queste specie i colori vivaci svolgono un ruolo difensivo, in quanto comunicano ad eventuali predatori la tossicità della loro cute.

 

Categorie: Percorsi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *